La Corte/vergogna all’italiana

 Margherita al peperoncino

Ci sono voci di ogni tipo sul sistema giudiziario in tutto il mondo. Molti di loro sono vere (penso che ora sarò più interessata a questo tema che fino a poco tempo fa).

Così, il sistema giudiziario italiano si è arricchito di un’altra storia vera, o meglio, di un’altra vergogna, da cui è improbabile che venga mai spazzata via.

Forse mi sbaglio e sono solo una stupida bionda, per la quale a volte sono data per scontata, perché non sono riuscita a trovare parole adatte a descrivere quello che sta succedendo. Forse uno di voi ci riuscirà.

Molti di noi hanno sentito e hanno avuto l’opportunità di osservare e seguire il «caso di Andrea Rocchelli», il «caso di Vitaly Markiv» in Ucraina.

Ad essere onesti, sono stata disattenta su questo caso fino a quando ho appreso che la prima delle principali «prove» della «colpa» di Vitaly Markiv in tribunale è (!) l’articolo pubblicato sul giornale (!).
L’articolo, che non è confermato da alcuna prova. Inoltre, una delle persone menzionate nell’articolo, sulle cui parole si basava l’autore dell’articolo stesso, confutava ciò che era stato scritto ed era pronto a farlo in tribunale sotto il giuramento, ma la corte non ha voluto questo.

Il riferimento all’articolo

https://www.corriere.it/esteri/14_maggio_25/ucraina-racconto-capitano-7bf53c06-e40a-11e3-8e3e-8f5de4ddd12f.shtml?refresh_ce-cp

https://www.corriere.it/esteri/14_maggio_25/ucraina-racconto-capitano-7bf53c06-e40a-11e3-8e3e-8f5de4ddd12f.shtml?refresh_ce-cp

Così, quando Sabrina ha ucciso la propria cugina Sarah ad Avetrana, gli investigatori hanno interrogato persino i cespugli ai lati delle strade, quando Yara Gambirazio è stata uccisa a Brembate, hanno fatto un test del DNA di tutti i visitatori della palestra, cioè quasi tutti residenti del paese — https://milano.repubblica.it/cronaca/2011/03/18/news/brembate_prelevati_tamponi_di_saliva_ai_frequentatori_della_palestra_di_yara-13781507/ La Corte/vergogna all'italiana ma nel caso di Andrea Rocchelli, l’indagine si è accontentata di un solo articolo senza prove sulla stampa gialla (un giornale che si rispetti non si vergognerebbe mai in quel modo), che viene usato come prima e quasi la principale «prova» in tribunale!

Dopo tali azioni, irrispettosi giudici e presidenti di corte, la scritta «La legge è uguale per tutti», che è posta sui muri delle aule di tribunale e nei vostri uffici, dovrebbe essere coperta di escrementi di maiale, perché siete voi che l’avete spalmato con esso.